Il “business spirituale” dei guru

La maggior parte dei cosiddetti "maestri spirituali" moderni sono guidati più dall'ego che dal senso di realizzazione interiore.

La maggior parte dei cosiddetti "maestri spirituali" moderni sono guidati più dall'ego che dal senso di realizzazione interiore.

Nessun guru, soprattutto chi si proclama “illuminato” e erige statue di Shiva, garantisce un vero aiuto alla coscienza.

La meditazione non è trance, né ipnosi. Durante la meditazione non si è passivi: si è completamente svegli.

Śūnyatā significa una mente libera da desiderio, attaccamento e dall’idea rigida di “io” e “mio”.

Spesso si pensa all’illuminazione come a un punto di arrivo definitivo. In realtà, è più corretto vederla come un inizio.

Il risveglio è vedere qualcosa di vero. L’illuminazione è vivere stabilmente in quella verità.

Samadhi è uno stato di profonda meditazione in cui la mente diventa completamente stabile, silenziosa e unificata.

I discorsi di Osho e quelli di Sadhguru, presentano una somiglianza così forte da ricordare quella tra gemelli identici.

Sadhguru, che, pur definendosi “spirituale, non religioso”, pratica e insegna all’interno del quadro della tradizione indù.

Non volendo riconoscere Rishi Prabhakar come suo guru, -dicono i critici - si è inventato un guru in una vita passata e una storia fantasiosa.

Sadhguru celebra il suo 40° anniversario di illuminazione, una "trasformazione" che non avrebbe senso festeggiare se “l'illuminato ha superato l’ego”.

Sadhguru ha creato una versione globalizzata dell’induismo, confezionata per il consumo moderno. Stesso contenuto, nuovo marketing.

Il Samsara non coincide con il mondo esterno o con la vita stessa, bensì indica il modo in cui interpretiamo tali esperienze.

Il fine della meditazione non è “sentirsi sempre bene” o produrre solo “emozioni elevate”. Non si tratta di reprimere i pensieri negativi, ma di imparare a osservarli senza identificarcisi.

L’uso di parole scientifiche fuori contesto non rende scientifico un discorso. Fidarsi è umano, ma verificare è una scelta saggia.

Joe Dispenza propone un approccio che, in fondo, riprende molte idee diffuse anche da altri ma con un suo stile personale.

La Formula è un riassunto efficace di tutti i concetti chiave che lui propone da anni.

Più pratichi, più il corpo e la mente si aprono, e ciò che prima sembrava invisibile diventa percepibile.

Inizia in una posizione comoda, seduto oppure in piedi, e respira in modo naturale, senza forzare il respiro.

La pratica mira a promuovere il libero flusso del Qi lungo i canali energetici del corpo, e a rimuovere blocchi o squilibri che possono contribuire all’insorgenza di malattie o disturbi.

Il campo energetico del corpo umano è creato dal flusso di energia bioelettromagnetica, attraverso le nostre cellule, i nostri tessuti e i nostri organi.

Il livello di evoluzione o di illuminazione di una persona è quello in cui ha acquisito la capacità di adattarsi ad ogni momento.

Quando la Kundalini viene attivata, stimola il sesto chakra e il centro pineale, riportando quest'area alle sue potenzialità evolutive.

Sebbene un esame post-mortem non possa rivelare né i chakra né le nāḍī, ciò non implica che tali entità non esistano.

Siamo diverse espressioni di un'unica coscienza che si manifesta in molteplici forme.

Gli occhi con cui osserviamo il campo primordiale e quelli con cui il campo osserva noi sono, in fondo, gli stessi.

Tutti stiamo accedendo continuamente all'Akasha, e non dobbiamo pagare nulla a nessuno. È gratis!

Joe Dispenza sostiene che ogni centro energetico possiede la propria firma energetica, la propria frequenza, il proprio messaggio e il proprio intento.

Joe Dispenza afferma che durante i suoi workshop, ha cominciato a percepire energie o presenze insolite nella stanza. Queste entità sembravano molto interessate al suo lavoro.

Joe Dispenza, nelle sue meditazioni, parla di pratiche che hanno molte similitudini con gli insegnamenti delle tradizioni spirituali orientali.

Questo articolo offre spunti pratici e una guida diretta alle tecniche di meditazione di Joe Dispenza.
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